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Casa Museo Francesco Baracca
LUGO, 48022
Via Baracca, 65

  • telefono:
    0545 24821
    0544 38556
  • fax:
    0545 38534
  • email:
    museobaracca@comune.lugo.ra.it
  • sito web:
    www.museobaracca.it
  • Apertura:
    da martedì a domenica
    ore 10-12 e 16-18
    chiuso il lunedi' 


Casa F.Baracca


Casa Museo Francesco Baracca     
Il riportare all'attenzione generale la figura di Francesco Baracca, attraverso la nuova collezione del Museo a lui dedicato, ha voluto anche essere un omaggio a una dote esemplare del pioniere dell'aviazione italiana: vale a dire la sua capacità di contemperare scienza e umanesimo. Di essere al contempo un aviatore "scientifico", per la consapevolezza dell'aereo come macchina, come strumento della tecnica, e per la sua grande abilità tattica nell'affrontare il combattimento; e un militare umano, non solo per la sua proverbiale sensibilità cavalleresca verso i nemici, ma soprattutto perché guidato da un desiderio di avventura, di ricerca e di conoscenza, niente affatto guerrafondaio, ma ispirato, piuttosto, a valori e ad ansia di progresso, come testimoniano le numerose e significative lettere alla madre. Questi principi sono la sorgente ideale del nuovo Museo, di cui è stata inaugurata la prima sezione nel giugno del '93, accanto alla storia di un'epoca, in particolare della Grande Guerra e dei primordi dell'aviazione. Sede attuale è la casa natale dell'eroe, situata nella via che da lui ha preso il nome, un palazzo riedificato in stile liberty dalla famiglia e che il padre Enrico lasciò al Comune affinché fosse destinato a Museo. Esso rappresenta il punto di partenza di un itinerario cittadino che comprende il Monumento del '36, opera dello scultore faentino Domenico Rambelli e la Cappella sepolcrale, collocata nel cimitero cittadino, sulla strada che collega Lugo a Bologna: maestoso sarcofago, fuso col bronzo dei cannoni austriaci del Carso, all'interno di una cappella decorata dall'artista lughese Roberto Sella. Istituito dal Comune di Lugo nel 1924, inaugurato nel 1926 e collocato fino al 1990 in una sala affacciato sul voltone di ingresso della Rocca estense, il Museo Francesco Baracca ha testimoniato nel corso dei decenni la persistenza del mito formatosi all'epoca delle imprese dell'asso dell'aviazione italiana, nato a Lugo nel 1888 e caduto sulle alture del Montello, in provincia di Treviso, il 19 giugno del 1918. Attualmente gli spazi espositivi occupano il solo piano terra, il primo piano del palazzo ed il cortile esterno: oltre 500 tra cimeli, effetti personali, documenti, foto, vengono proposti all'attenzione del visitatore. Il completamento della prima fase del progetto ha posto in posizione centrale l'aereo già ospitato in Rocca, il caccia della Prima Guerra Mondiale SPAD VII S 2489, di fabbricazione francese con motore spagnolo, restaurato all'inizio degli anni '90 dal GAVS di Torino. Il restauro è il risultato di oltre 2.000 ore di lavoro, di un intervento di tipo filologico che si è avvalso di una ricca serie di documenti, foto dell'epoca, e soprattutto di una "cultura" del restauro - testimonianza di un evento, di una concezione d'impiego, di una tecnologia - applicate per la prima volta dal National Air and Space Museum di Washington e gradualmente recepite dai principali musei italiani. Al termine delle operazioni, infatti, si è ottenuto, almeno dal punto di vista esteriore, un ritorno all'aspetto originale dello SPAD VII, senza compromettere la possibilità di integrare o correggere quei dettagli che in futuro dovessero emergere da eventuale nuova documentazione. Sul fianco sinistro della fusoliera compare l'emblema personale del maggiore Baracca, quel "cavallino rampante" divenuto noto in tutto il mondo per essere stato adottato da Enzo Ferrari quale stemma della vettura di Maranello. Il museo è arricchito da cimeli personali dell'eroe, documenti dell'epoca e da una mostra fotografica che testimonia tutte le fasi di restauro dell'aereo. E per sottolineare la centralità dell'idea del volo, come tecnica ma anche come mito della modernità, su iniziativa degli Amici del Museo Baracca, nell'estate del 1997, nel cortile del Museo è stato collocato un G91Y, aereo da ricognizione dell'aviazione italiana: un'occasione preziosa per saldare due fasi e due epoche della grande avventura nei cieli.     

Compagnia dell'Adriatico











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