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Museo Nazionale
RAVENNA, 48100
Via S. Vitale 17

  • telefono:
    0544 34424
  • fax:
    0544 37391
  • Apertura:
    8,30-19,30;
  • Chiusura:
    lunedì chiuso.
  • Ingresso:
    € 4 (cumulativo con altri monumenti cittadini) 


Nazionale(Ravenna)


Museo Nazionale    
Il Museo, amministrato dalla Soprintendenza di Ravenna, è stato istituito nel 1885 sulla base delle ottocentesche raccolte di natura antiquaria dei monaci camaldolesi di Classe e dei successivi ampliamenti provenienti dal territorio ravennate, che già avevano portato alla costituzione di un Museo Bizantino Comunale, ordinato dallo scultore Enrico Pazzi (1818-1899). Con il trasferimento tra il 1913 ed il 1914 nell'ex Monastero di San Vitale, il Museo venne ampliandosi e si presenta oggi come un vasto insieme di raccolte divisibili in tre settori principali: il lapidario, i reperti da scavi, le collezioni d'arte cosiddetta "minore". Il lapidario è distribuito principalmente lungo i portici dei due chiostri rinascimentali. Fra il materiale d'epoca romana si segnalano importanti stele funerarie della flotta classense, il cosiddetto bassorilievo di Augusto ed elementi architettonici da Porta Aurea; numerosi i rilievi d'età bizantina. Fra i reperti di scavo, oltre a testimonianze d'epoca preistorica, ampiamente rappresentato è il materiale d'età romana dagli scavi della Villa Romana di Russi e del territorio classense. Importanti ritrovamenti sono costituiti dal nucleo relativo agli scavi del cd Palazzo di Teodorico, e quello pertinente ai lavori in Sant'Apollinare in Classe (1970-1976), soprattutto per la grande sinopia rinvenuta sotto la decorazione musiva absidale. Le arti cosiddette "minori", tradizionalmente suddivise a seconda dei materiali, rappresentano una vasta parte delle collezioni museali. Le raccolte più ampie sono: le ceramiche, che comprendono vari settori quali l'istoriato, la ceramica da farmacia, il graffito, la maiolica settecentesca; le icone, che documentano ampiamente la scuola cretese veneziana; gli avori, tra cui si distinguono famosi esemplari come il Dittico di Murano (sec. VI) e la tavoletta con Apollo e Dafne (sec. V). Nella collezione delle stoffe sono compresi rarissimi reperti di età altomedievale, come il Velo di Classe (sec. VIII-IX) e il Drappo di San Giuliano (sec. IX); sono presenti anche stoffe cotte provenienti dalla necropoli di Antinoe, mentre un'interessante testimonianza del gusto collezionistico caratteristico del Rinascimento è data dalla sezione dei piccoli bronzi e delle placchette. E' presente pure una raccolta di armi e armature, e un piccolo gruppo di mobili, fra i quali uno spazio particolare è dedicato all'arredo ligneo più importante del Museo, una grande farmacia della fine del sec. XVIII di provenienza ravennate. Infine un ampio settore è dedicato alla raccolta numismatica, che in un allestimento di nuova concezione presenta una selezione di monete romane e una vasta testimonianza della monetazione bizantina e dei regni barbarici in Italia.     

Compagnia dell'Adriatico











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