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Museo della Pieve del Thò
BRISIGHELLA, 48013
Pieve del Tho

  • telefono:
    0546 80035
  • Apertura:
    solo su prenotazione 


Pieve del Thò


Museo della Pieve del Thò     
Nella cripta della chiesa e in alcuni ambienti adiacenti è in mostra il materiale archeologico rinvenuto durante alcune campagne di scavo effettuate all'interno dell'edificio tra il 1951 e il 1967. Si tratta di reperti che rimandano alle origini della pieve di cui una tradizione leggendaria attribuisce a Galla Placidia la committenza della costruzione sulle rovine di un tempio romano. In effetti, le origini della chiesa, ricordata per la prima volta in un documento del sec. X, risalgono a tempi remoti. La stessa denominazione dell'edificio, dedicato a S. Giovanni in Ottavo, quindi del Tho, deriverebbe dell'ubicazione all'ottavo miglio da Faenza, lungo la strada transappenninica di comunicazione tra le coste adriatica e tirrenica, forse sul luogo di una stazione di posta o di un'altra struttura funzionale romana.Resti di queste antiche costruzioni sopravviverebbero in una delle colonne monolitiche di sostegno, ricavata da una pietra miliare del sec. IV, e nel capitello reimpiegato per l'acquasantiera. Nella pieve si segnalano la lunetta del sec. X già collocata sul prospetto esterno, due affreschi del '400 e una scultura policroma in cotto di maestranza toscana della stessa epoca e una Madonna e Santi di Carlo Mengari e Sabastiano Scaletti datata 1516. Dalla navata destra si accede, tramite una scaletta, al percorso archeologico sotto il livello del pavimento, dove scavi hanno riportato alla luce una tomba alla cappuccina un vano probabilmente utilizzato per inalazioni di acqua sulfurea. Sistemati in bacheche, sono esposti reperti archeologici tra i quali mattoni manubriati, laterizi bollati, mattoni con impronte umane, frammenti di capitelli, stele funerarie iscritte, un bronzo, forse votivo, esagonette pavimentali, frammenti di balsamari in vetro e alcuni grandi dolii in cotto recanti una numerazione progressiva graffita sull'orlo. Altri reperti, in prevalenza d'età romana, sono murati o infissi alle pareti in vari punti del complesso chiesastico. Meritano segnalazione, tra questi, la tavola lusoria incisa su mattone adatta a giochi come il filetto, una transenna di marmo greco, un frantoio per la spremitura delle olive, diversi frammenti di epigrafi funerarie. [Testo tratto da: Musei in Emilia-Romagna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali dell'Emilia Romagna, Bologna, 2000]     

Compagnia dell'Adriatico











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