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Fusignano

Nome Località: Fusignano

Proloco – IAT:
c/o Municipio Corso Emaldi, 115
comunefusignano@provincia.ra.it

Storia:

A 27 km da Ravenna, a 65 km da Ferrara ed a 60 km da Bologna sorge Fusignano.
Sul territorio comunale completamente pianeggiante scorre il fiume Senio che con il suo corso pone il confine a sud est per un lungo tratto con il comune di Bagnacavallo.
Il comune di Lugo che dista 7 km è facilmente raggiungibile percorrendo la S.P.14 Quarantola che poi si immette sulla S.S.253 S.Vitale che porta a Bologna.
Particolarmentte comodo è l'accesso tramite la rete autostradale che consente di giungere, dalla diramazione della A14/bis, sia a Bologna che a Ravenna.
Ravenna è facilmente raggiungibile da Fusignano anche attraverso la S.S. 16 Adriatica dopo aver percorso la S.P. 18 Stroppata dalla frazione di S. Savino o la Provinciale n.28 Rossetta dalla omonima frazione.
La direttrice della provinciale S. Bernardino n.17, attraversando la frazione di Maiano Monti che trae nome dal famoso poeta, ci conduce nei territori di Conselice e Argenta prima di giungere a Ferrara.

Distanze chilometriche:
Bologna 60 Km., Ravenna 27 Km., Ferrara 65 Km., Forlì 40 Km.,
Alfonsine 10 km., Bagnacavallo 7 Km., Casola Valsenio 48 Km., Castelbolognese 30 Km., Cervia 50 Km., Conselice 15 Km., Cotignola 13 Km., Faenza 25 Km., Lugo 8 Km., Massalombarda 15 Km., Russi 16 Km., Solarolo 20 Km.,
Autostrada A14/bis 10 km - Stazione Treni Italia 8 km Aeroporto di Bologna 55 km
Mobilità - Trasporti : collegamenti con le principali località a mezzo di autobus di linea della Azienda A.T.M S.p.a. di Ravenna e delle Autolinee Gamberini di Ravenna, possibilità di raggiungere Bologna da Lugo mediante le linee della Azienda A.T.C. S.p.a. di Bologna e attraverso Treni Italia S.p.a.

Dopo la terribile alluvione del 1250 che sconvolse l’assetto territoriale tra Senio e Santerno, il Conte Bernardino di Cunio, per riedificare il suo castello di Donigallia, scelse per luogo il Fundus Fuscinianus, il cui suffisso latino testimoniava l’antichità di una terra che, per la sua favorevole posizione, aveva insularmente resistito ad ogni inondazione. Il nuovo insediamento ereditò la doppia tradizione del Castello di Donigallia e della Pieve di San Giovanni Battista in Liba traslocata entro le mura: La nuova sistemazione fu definitiva nei siti e nelle forme; da quel tempo in poi coincisero i confini ecclesiastici e politici di Fusignano.
Complice nell’assassinio dell’arcivescovo di Ravenna, il conte Ugolino di Cunio portò la maledizione sul suo casato e sul Castrum Fusiniani, che venne alienato ai Polentani (1359), perdette il suo ruolo di centro amministrativo e militare ed immiserì : la sua mutevole sorte dipese dagli scontri, che lo coinvolgevano più di quanto lo interessassero, nella dantesca Romagna che mai ebbe pace nel cuore dei suoi tiranni. Il Castello di Fusignano tornò ai Cunio, venne in balia dei Visconti, passò ai Manfredi ed al Paganello, fu venduto al conte Sacrati (1441) che, incapace di difenderlo, lo permutò con gli Estensi (1445). Stabiliti i confini con Lugo (1457), gli Estensi diedero al paese la coscienza della propria identità terrritoriale e comunitaria espressa nel simbolo del Fuso. Borso d’Este infeudò il castello a Teofilo Calcagnini nel 1465: nella Romagna estense allora Fusignano acquisì uno specifico ruolo entro l’area di uno Stato che realizzava il proprio equilibrio nella compenetrazione di territori immediatamente soggetti e territori mediamente infeudati.
Sorsero conflitti tra Comunità e feudo per i pesi “innovati” da Teofilo, primo fra tutti l’odiosa “tassa della Guardia”, nella quale era stato convertito un antico obbligo dei Fusignanesi di presidiare il Castello.
Dopo un concordato tra le parti (1489), i Calcagnini, in difficoltà sul fronte esterno ed interno, concessero uno Statuto (1514): i Fusignanesi avevano aperto le porte al capitano pontificio Sassatelli ed all’orizzonte locale si profilava l’ombra minacciosa dei Corelli, la famiglia antagonista che giocava le proprie possibilità in una complicata situazione, per cui Fusignano era attraversato da diversi poteri che si sovrapponevano, poiché quello ecclesiastico aveva il proprio centro diocesano a Faenza, fuori dello stato Estense. Dopo la devoluzione del ducato di Ferrara allo Stato Pontificio (1598), i pontefici confermarono il feudo elevandolo a marchesato; allora i Corelli dovettero sfidare i Calcagnini in un impossibile scontro frontale che ebbe il suo epilogo nello strazio di Rodolfo (1622), il caporione dei congiurati giustiziato, squartato ed appeso alla porta della sua casa che fu distrutta e sementata col sale l’area su cui sorgeva.

Debellata ogni opposizione , i feudatari presero ad ingariare terra e territorio. Un secolo dopo, la scomparsa sulla scena locale di un nuovo Corelli - nipote di Arcangelo, il sommo violinista che diede statuto alla musica strumentale - nella carica di Vicario Foraneo, fece esplodere un’annosa tensione latente tra ceto ecclesiastico e camera baronale a proposito dell’immunità: il pio e coraggioso abate Giulio denunciò al presule gli abusi della casa marchionale (1739) e seppe coinvolgere nella controversia anche la Comunità laica.
La terra di Fusignano era cresciuta “nel materiale e nel formale” in breve tempo, dopo un buio periodo durante il quale, vessata ed umiliata, non aveva avuto alcuna espressione cittadina: senza un fattuale Consiglio della comunità, senza alcuna scuola perché i feudatari avevano osteggiato ogni insediamento conventuale per il pericolo dell’estensione dell’area delle immunità ecclesiastiche. Ma nei primi anni del secolo XVIII un maestro brisighellese rifugiatosi a Fusignano, Marcello Padovani, aveva aperto una scuola da cui erano usciti notai e preti letterati - tra i quali uno dei primi precettori del poeta Vincenzo Monti - e l’arciprete don Cricca che istituì la collegiata (1744) per il decoro della Chiesa locale, dando coscienza ecclesiastica ad un clero avvilito delle prepotenze dei Calcagnini.
Tutto il paese acquistò qualità, fu selciato (1784), ebbe l’orologio pubblico (1785) ed un Teatro (1794).
Le nuove forme di espressione urbana diedero personalità a Fusignano che si riconobbe soggetto di storia, prima implicitamente con le annotazioni del Cricca, poi in modo formale con le memorie del Laureanti.
All’arrivo dei francesi (1796) si trovarono predisposti ad accogliere il verbo esportato dalla Rivoluzione non soltanto i discendenti ramificati dei Corelli, ma anche personaggi provenienti da famiglie legate all’antico regime. I patrioti romagnoli che più si illustrarono nelle imprese napoleoniche hanno relazione con Fusignano: Filippo Severoli, fusignanese di nascita e faentino di patria, Pier Damiano Armandi, faentino di nascita e fusignanese di patria.
Il feudo caduto non sarà restaurato col ritorno di Fusignano allo stato della Chiesa (1815); le idee rivoluzionarie tanto avevano radicato che alto sarà il contributo di volontari alle Guerre d’Indipendenza durante il Risorgimento.

Con l’Unità d’Italia, Fusignano venne stornato da Ferrara, alla cui legazione era appartenuto, ed assegnato come Comune alla Provincia di Ravenna; la nuova divisione amministrativa penalizzò il piccolo centro rurale, separandolo da ogni importante rete di comunicazione. la struttura urbanistica del paese restò invariata, ma il centro nevralgico si spostò dal Castello al Borgo (l’attuale Corso), zona residenziale delle nuove famiglie possidenti, tra le quali primeggiava senza confronto, quella dei Piancastelli che diede assetto agrario a quella estensione che i Calcagnini avevano territorialmente sistemato. Uno degli ultimi Piancastelli, Carlo; nel sontuoso palazzo da lui costruito, raccolse in collezioni di grande valore , ora conservate a Forlì, le memorie della Romagna.
La Comunità di Fusignano venne retta e guidata, senza infamia e senza lode dal ceto dei possidenti, sino alla fine del secolo scorso. Fu un polemico intellettuale, Leone Vicchi, a introdurre il concetto e la pratica dell’opposizione nel Consiglio Comunale e da allora i partiti si sono disputati il governo della cosa pubblica locale. La propaganda e le organizzazioni “ rosse” ebbero fortuna in tutta la bassa Romagna e Fusignano fu uno dei centri della settimana Rossa (1914) e da quella data l’Amministrazione s’è tinta del medesimo colore, escluso il ventennio fascista, durante il quale il paese ha dato il suo contributo di sangue alla causa della libertà, dall’assassinio del sindaco Emaldi (1923) all’eccidio del Palazzone durante la resistenza (1944).
La Seconda Guerra Mondiale sostò per quattro mesi sul fiume Senio e ridusse Fusignano ad un cumulo di macerie. Scomparsi gli edifici che memorizzavano il passato, il paese è risorto a nuova e diversa vita, ha triplicato la propria are urbana. Estinte le famiglie storiche , la proprietà della terra è passata ai coltivatori diretti, e per qualche decennio, Fusignano ha anche beneficiato di un’avventura industriale che ha lasciato in eredità un buon settore produttivo.

Patrono e Ricorrenze:
marzo, aprile,
Concorso internazionale per giovani strumentisti e cantanti "Dino Caravita"
giugno, luglio, agosto
Fusignano estate
settembre
Festa dell'otto settembre/Patrona Fusiniani
dicembre, gennaio
Natale a Fusignano
primavera, autunno, inverno
I mercatini delle feste

12 Marzo 2005
CARNEVALE DEI RAGAZZI   FUSIGNANO    
1 Maggio 2005
FESTA DEL 1° MAGGIO   FUSIGNANO  
8 Dicembre 2004
FESTA DELL' OTTO DICEMBRE   FUSIGNANO  
3-8 Settembre 2004
FESTA DELL' OTTO SETTEMBRE - FESTA DELLA PATRONA DI FUSIGNANO      7-10 Maggio 2005
FESTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE E SAGRA DI S.SAVINO
1-31 Luglio 2004
FESTA DELLA PRO LOCO   FUSIGNANO  
FUSIGNANO ESTATE   FUSIGNANO   26 Giu.-15 Ago.2004
PROGRAMMA NATALIZIO   FUSIGNANO   8 Dic.2004-6 Gen.2005
 
I MERCATINI DELLE FESTE   FUSIGNANO   7 Set.-8 Dic.2004
MERCATO DEL VENERDI'   FUSIGNANO   
MERCATO DI PIAZZA CORELLI   FUSIGNANO   


Collegamenti - Trasporti:
AUTO
Fusignano, in provincia di Ravenna, dista 27 km dal capoluogo, 55 km da Bologna, 50 km da Ferrara. Il più vicino casello autostradale è Lugo/Cotignola sull'autostrada A14bis (km 16)
TRENO
A km. 8 si trova la stazione ferroviaria di Lugo con coincidenze per Ravenna, Bologna e Ferrara
AEREO
Aeroporto di Bologna (km 50)
Aeroporto di Forlì (km 37)
Aeroporto di Rimini (km 67)

Itinerari:
CHIESE E ORATORI

Chiesa Parrocchiale San Giovanni Battista Piazza Armandi
La chiesa si trova nella centrale Piazza Armandi.
Alla fine dell'ottocento diversi sinistri resero necessaria la ricostruzione della chiesa Arcipretale, il cui primitivo impianto, risalente al tardo medioevo, era stato nei secoli alterato da successivi interventi.
La costruzione del 1902 fu completamente distrutta nel 1945 a causa dei bombardamenti, come gran parte del centro storico.
Il nuovo edificio fu consacrato nel 1956.
L'opera di completo rifacimento della Chiesa, fu affidata all'architetto bolognese Alberto Legnani, il quale fedele propose una grandiosità impostata su una planimetria a croce latina, con abside semicircolare. Il presbiterio fu invece progettato da Antonio Savioli.
Le navate perimetrali che ospitano gli altari:
All'interno della chiesa sono conservate una tavola cinquecentesca raffigurante il Battesimo di Cristo, attribuita a Dosso e Battista Dossi , e l'immagine della Beata Vergine Maria Patrona Fusiniani dipinta dal frate capuccino Francesco Acquaviva. Il piccolo quadro (che la tradizione vuole sia stato dipinto in ginocchio) fu scelto dall'arciprete di Fusignano don Pietro Tolomei che nel 1570 decise di porre il paese sotto la protezione della Beata vergine maria.
Opere di Angelo Biancini sono i due clipei con simboli cristologici accanto ai portali, modellati in cemento ed intagliati in cotto, e i dieci capitelli interni con i simboli degli Evangelisti e con soggetti allusivi alla Passione di Cristo.
Lo scultore Raoul Vistoli è autore del Crocifisso e dei quattordici episodi della Via Crucis.
Ultimamente per opera dell'arciprete Santandrea don Vittorio sono stati inaugurati due grandi quadri (m.4 x 2,30) per il Grande GIUBILEO del 2000. Anche una singolare croce con Crocifisso in arte povera è stata collocata in una nicchia.

Chiesa del Pio Suffragio - Tempio dei Caduti
La chiesa del Pio Suffragio - Tempio dei Caduti si trova in Corso Emaldi affacciata sulla centrale Piazza Corelli.
La chiesa sorge sul luogo dove sorgeva la residenza della famiglia Corelli, accesa antagonista dei feudatari Calcagnini.

La dimora dei Corelli venne demolita dai feudatari nel 1632 a conclusione di un orrido fatto di sangue "il Guasto dei Calcagnini". L'area arata e cosparsa di sale rimase nello stato di "spianata" finché il marchese Giulio Corelli, a conclusione della secolare lotta tra le due famiglie rivali, donò il terreno con la specifica intenzione di edificarvi una chiesa, intitolata al Suffragio dei defunti e dedicata a S. Gregorio Magno, protettore delle anime purgatoriali.
Innalzata "con carità del popolo", grazie alle oblazioni volontarie dei fusignanesi, l'Arciprete Don Angelo Maria Cricca ne benedisse la prima pietra il 3 dicembre 1753 e celebrò la messa inaugurale la domenica del 25 luglio 1756, Festa di San Giacomo Apostolo.
La facciata della chiesa, in intonaco, è coronata da un fastigio accentuato.
Quattro lesene reggono i cornicioni, dividendo geometricamente i due ordini sovrapposti in tre spazi ciascuno; nei laterali sono ricavati dei nicchioni, nei centrali la porta ad arco, e sopra una finestra sagomata.
Ad alterare il prospetto originale della chiesa del Suffragio concorse nel 1817 l'erezione, della torretta dell'orologio a destra della facciata. I cugini capomastri Santoni che la costruirono vi ricavarono anche una nicchia per ospitare una statua della Madonna Lauretana "Madonna Nera".
Pesantemente distrutta dalle ultime vicende belliche e minacciata dall'alluvione che travolse il paese nel 1949 , la torre campanaria con l'orologio venne ricostruita dalle fondamenta nel 1955 per ospitare, nel luogo della dispersa "Madonna Nera", una Madonna in ceramica dell'artista faentino Aleardo Lega e un busto di Arcangelo Corelli opera di Raoul Vistoli, sostitutivo di un medaglione del cesenate Mauro Benini.
L'interno è a navata assai larga; i due Altari, l'uno di "San Francesco da Paola", l'altro della "Madonna del Buon Consiglio", ancora oggi ospitano tre tele, attribuite al pittore lughese Benedetto Del Buono, raffiguranti la "Madonna del Buon Consiglio e i Santi", la "Morte di S. Giuseppe" e la "Vergine che appare a Sant'Anna morente".
Proveniente dall'Oratorio del S.S Crocifisso è conservata la tela di "S.Elena e Costantino" che danneggiata dagli eventi bellici è stata recentemente restaurata dalla Pro Loco di Fusignano.
Il soffitto è a volta, alle pareti si addossano semicolonne, di cui solo due isolate nel muro della facciata, tutte le altre accoppiate, formano gli angoli delle entrate alle cappelle.
Attualmente è anche Tempio dei Caduti di tutte le guerre.

Chiesa Parrocchiale di Maiano S.Maria del Pilaro
La chiesa si trova in via Maiano nella zona adiacente l'incrocio con la Via S.Lucia.
Essa ha ereditato il nome di S.Maria del Pilaro dalla precedente chiesa costruita nel 1712 all'incrocio fra la via Marocche e la via Maiano e distrutta dagli eventi bellici del 1945.
Al suo interno si possono ammirare: il quadro ritraente S.Lucia proveniente dall'omonimo Oratorio scomparso, le tele del pittore Bergamini e gli affreschi che lo stesso dipinse nell'abside.

Chiesa Parrocchiale di S.Savino
La chiesa si trova in via S.Savino, 45/a
L'attuale chiesa di S.Savino fu progettata dal ravennate Renzo Strumia e ultimata nel 1950.
All'interno della chiesa si trova il Battistero e la statua di S.Savino opera dell'artista Raoul Vistoli e la Via Crucis (1982) ad opera dei ceramisti Bartoli e Cornacchia di Brisighella.
A destra dell'ingresso si trova il sarcofago di S.Savino.
Il sarcofago, databile nel decennio 440 450 d.C., è in marmo, di grandi dimensioni e peso, decorato sui tre lati, ha la forma di cassa coperta con tetto a embrici e antefisse.
Di fronte si ammira il monogramma costantiniano, adorato da due agnelli stanti davanti a palme dattifere. Al fianco destro del sarcofago due pavoni si refrigerano a un vaso di acqua; al fianco sinistro, due colombe su tralci di vite adorano la croce.
In ambedue i frontoni, due pavoni in adorazione esprimono salvezza e contemplazione di Dio nell'altra vita.
Non è storicamente provato che il sarcofago abbia contenuto il corpo di S.Savino, martirizzato e sepolto a Spoleto. E' certo che Astorgio II Manfredi nel 1443 asportò dal sarcofago dei resti umani creduti del santo, portandoli a Faenza, dove sono raccolti in sontuosa cappella del Duomo.
Nel contesto della scultura antico-ravennate il sarcofago di S.Savino è classificato fra i simbolici.

Chiesa Parrocchiale S.Maria alla Rossetta
La chiesa si trova in via Rossetta II Punta nell'area adiacente all'incrocio con la via Rossetta Traversa.
Costruita in sostituzione di un vecchio Oratorio ormai divenuto inadeguato fu inaugurata il 16 novembre 1939, e con il trasferimento di un beneficio parrocchiale trasse il titolo di S. Maria alla Rossetta.
Gli eventi bellici dell'ultima guerra ne pregiudicarono gravemente la struttura, l'abside e il campanile andarono completamente distrutti. La ricostruzione ultimata al termine del conflitto ci ha consegnato la Chiesa nelle attuali forme.
Con la morte del parroco don Giovanni Basigli (1999) è retta da un Amministratore parrocchiale e da un officiante domenicale, un accolito attende all'animazione parrocchiale.
La parrocchia è ente giuridico riconosciuto dalla nuova riorganizzazione della Chiesa cattolica in Italia avvenuta nel1984.
Fa parte del Vicariato Foraneo di Alfonsine.
Il territorio si trova sul confine dei due comuni Fusignano - Bagnacavallo per cui la strada principale è la naturale linea divisoria.
La popolazione è prettamente agricola e impiegatizia.
La vita della frazione della Rossetta risente molto della vicina frazione di Masiera.
Alle spalle la Rossetta è divisa dagli altri territori dal fiume Senio, questo fiume è molto presente nella "memoria" degli abitanti per le vicende militari dell'ultimo conflitto (battaglia del Senio 10 aprile 1945)
A sud - est la frazione confina essenzialmente con aree agricole, i centri urbani sono più lontani, a nord confina con la cittadina di Alfonsine.
Sviluppa Sagra religiosa alla III domenica di settembre e la Festa patronale la III domenica di maggio.

Oratorio del Santissimo Crocifisso Via Viola
L'Oratorio del Santissimo Crocifisso, vicinissimo alla Chiesa Arcipretale, si trova nella centrale via Viola.
Costruito col lascito dell'Uditore Carlo Spadazzi (1677) e aperto al culto un decennio più tardi, è il più antico edificio religioso di Fusignano
Sopravvissuto alle vicende dell'ultimo conflitto e degnamente ristrutturato, sviluppa nella facciata un interessante coronamento ad edicola.
All'interno un'altare con una tela raffigurante S.Gaetano, il Santo da Thiene genuflesso presso la Vergine risalente al 1771.

Oratorio della Santissima Annunziata (Sepulcrum Gentis Piancastelli)
L'oratorio si trova in via Cantagallo nelle vicinanze del cimitero comunale e sul limitare di un'area agricola dalle caratteristiche tipiche della Bassa Romagna.
Don Gianpaolo Ballirani aveva fatto erigere nel 1690, proprio di fronte all'appezzamento che sarebbe poi stato occupato dal cimitero, una chiesetta « alta e colla volta a soffitta ». Quando la famiglia Piancastelli scelse di destinare l'oratorio a mausoleo privato la chiesetta si trovava già gravemente disagiata e in attesa di prossima riedificazione.
Dal 22 febbraio 1938 vi riposano le spoglie del grande bibliofilo fusignanese Carlo Piancastelli.
L'oratorio di proprietà privata non è aperto al pubblico, se non a seguito di accordi.

Oratorio dell'Angelo Custode
L'Oratorio dell'Angelo Custode si trova in via Filippo Severoli, anticamente era congiunto alla villa suburbana della famiglia Severoli.
La via congiunge l'incrocio semaforico con l'argine del fiume Senio, è alberata da spledidi platani a candelabro che ornavano la distrutta Villa Severoli.
Inaugurato nel 1732 secondo le disposizioni di Giacinto Corelli, che lo volle in luogo di un'altra chiesetta rovinata a seguito di una rotta del fiume Senio, nel 1730.
L'Oratorio trae il nome dal trasferimento con venia apostolica del beneficio dell'Angelo Custode.
Nel 1823 vi fu tumulato il generale Filippo Severoli.
L'oratorio era concepito in un'unica sala di proporzioni barocche, culminante in un'abside ricavata allo sbocco del presbiterio ad emiciclo e arricchita con una tela raffigurante l'Arcangelo Gabriele.
La struttura originaria, andata purtroppo completamente distrutta con le vicende dell'ultimo conflitto, era impreziosita da un gruppo statuario con Minerva e Marte sul quale campeggiava il busto del generale defunto.
E' stato ricostruito nel dopoguerra con forme architettoniche estremamente semplici.
L'oratorio di proprietà privata non è aperto al pubblico, se non previoi accordi.

Edifici civili di interesse storico e turistico

Museo Civico S.Rocco Via Monti, 5
Si trova nella centralissima Via Monti n.5.
Nel riassetto urbanistico che ha interessato in questi ultimi anni Fusignano acquista particolare significato culturale l'operazione che ha riguardato il vecchio ospedale San Rocco di via Monti. L'edificio, risalente al XVI sec., costruito come Hospitale dè Pellegrini e divenuto successivamente Ospedale dei Poveri Infermi, è stato recentemente restaurato per essere destinato a Museo Civico e Centro Culturale.
Gli ambienti del Museo Civico San Rocco sono divenuti sede della Collezione "Vincenzo e Amelia Baroni". Si tratta di una raccolta di oltre 200 antiche targhe devozionali in ceramica, con forme e dimensioni diverse, risalenti all'arco cronologico che va dal cinquecento al novecento.
Non sono solo italiane ma provengono anche dalla Spagna e dalla Francia, accanto a opere più spiccatamente naives trovano posto esemplari di grande qualità e valore.
Il nucleo proveniente dall'Italia centrale conta in particolare ceramiche di Deruta e di Castelli mentre indiscusso interesse artistico rivestono le opere provenienti dalla Toscana e dalla Romagna, di quest'ultima sono testimone le opere della storica Fabbrica Ferniani di Faenza.
Il Museo è aperto il sabato e la domenica e tutti i giorni festivi dalle ore 15,30 all ore 18,30.
Chiuso: Natale - Capodanno - 15 agosto
Visite guidate su prenotazione tel. 0545/955611
All'interno si può ammirare lo scalone e l'atrio a colonne architravate del piano superiore, dove si trovano le statue raffiguranti la "Vergine Orante" e "S.Rocco", opere del cotignolese Paolo Visani; appartenenti alla campagna dei lavori eseguiti nel 1865.

Museo  "Romagna Air Finders"
Si trova in via Santa Barbara, 4/A.
L'Associazione"Romagna Air Finders", è stata costituita con regolare atto notarile, l'8 novembre 2001 a Lugo(RA) con sede a Conselice (RA), presso la Residenza Municipale.
Il sodalizio è formato da un gruppo di persone, mosse da spirito comune di volontariato, per la ricerca e recupero di velivoli della 2° Guerra Mondiale e, per umana pietà, dei loro piloti ed equipaggi.
L'intento è quello di formare una struttura museale pubblica non solo per gli appassionati, ma anche per permettere alle nuove generazioni di meditare sugli orrori della guerra.
Fino ad oggi sono stati recuperati 17 velivoli e le salme di 7 piloti, tra questi un italiano , ai quali sono state celebrate le esequie funebri, con gli onori militari, e data degna sepoltura nei rispettivi cimiteri militari o civili.
I reperti recuperati, puliti, ordinati ed in parte anche rilasciati e certificati dalle Autorità Militari, sono raccolti nei musei di Conselice e quello di Fusignano.
La realizzazione di quest'ultimo è stata possibile grazie alla fattiva collaborazione dell'Amministrazione Comunale che ha messo a disposizione una piccola chiesa sconsacrata.
I Romagna Air Finders fanno parte del Coordinamento dei Volontari di Protezione Civile della Provincia di Ravenna e vantano il patrocinio dei comuni di Conselice e Fusignano e dell'Associazione Arma Aeronautica, Sezione di Ferrara.

Palazzo Comunale
Il Palazzo Comunale si trova in Corso Emaldi,115.
E' stato eretto sulla costruzione che la famiglia Vecchi donò alla comunità nel 1788 per l'istituzione della pubblica scuola.
Nel 1818 vi fu trasferita la sede della Municipalità.
L'edificio venne ingrandito ed abbellito su disegno di Cristoforo Giovannardi, anziano della Comunità e pubblico architetto, che aveva disegnato la facciata delle Pescherie e Beccarie di via Castello, ora scomparse.

Villa Monti nella frazione Maiano Monti
La Villa Monti si trova al centro della frazione di Maiano Monti, all'incrocio tra la via Provinciale Maiano e la via Breda, circondata da un piccolo parco.
Costruita nel 1717 a Maiano Monti per volere di Matteo Tamburini, nel 1769 fu venduta a Fedele Monti che venne ad abitarvi con la famiglia quattro anni dopo, quando il figlio Vincenzo Monti poeta e letterato aveva 17 anni.
La famiglia di Vincenzo Monti vi abitò fino al 1889.
Sulle pareti figurano i paesaggi a tempera dipinti nel 1812 da Giovanni Monti, nipote di Vincenzo, prima di trasferirsi a Roma dove fu sodale in arte di Gianbattista Bassi e di Massimo D'Azeglio.

Casa Motta Bresciani
Si trova in Piazza Emaldi nelle vicinanze del Centro culturale S.Rocco.
Costruita nel XVII secolo dalla famiglia Giovannardi Bresciani, l'edificio si affaccia sulla piazza Emaldi.
Sopravvive nella sua parte settentrionale ed interna.
Nel XIX secolo venne abbellito da affreschi, in parte conservati, attribuiti al pittore faentino Romolo Liverani.

Palazzo Billone
Si trova in Corso Emaldi,17.
Costruito dalla famiglia Vecchi Billone nella seconda metà del secolo XVIII nella parte orientale del Corso. Si tratta di un imponente edificio con un balcone in pietra d'Istria che esibisce tuttora uno scalone impostato su massicce colonne corinzie e affreschi del secolo successivo, attribuiti al Ruina.

Ex Asilo Infantile
L'edificio si trova in via Leardini.
Costruito per munificenza di Carlo Piancastelli nel 1895 ebbe il suo porticato nel cortile nel 1922 e venne ampliato con l'aggiunta di un primo piano nel 1935 e impreziosito con medaglioni del celebre ceramista faentino Pietro Melandri.
L'edificio recentemente ristrutturato è stato adibito ad albergo e ristorante.

Il Cimitero Comunale
Il Cimitero Comunale di via Cantagallo venne aperto per le inumazioni nel 1842, ma il progetto architettonico neoclassico, redatto dal faentino Pietro Tomba nel 1840, per l'emiciclo delle tombe gentilizie, venne realizzato soltanto nel 1875.
Gli ingegneri Francesco Ballotta ed Ettore Contarini, rispettivamente di Fusignano e di Bagnacavallo, completarono il lato occidentale della primitiva planimetria e costruirono i propilei della facciata.

Il Granaio
Il Granaio si trova in Piazza Corelli,16, è una rustica costruzione ottocentesca edificata dalla famiglia Piancastelli, nel cortile interno della loro residenza, destinata al deposito e alla conservazione dei prodotti agricoli.
L'edificio con mattoni a vista e soffitto a volta, attualmente ospita la Biblioteca comunale "C.Piancastelli", al Piano terra una sala è riservata a mostre e ad altre manifestazioni culturali.

Casa di Riposo G.Giovannardi e G.Vecchi
L'edificio si trova in Corso Emaldi,4, attualmente ospita l'ospizio per anziani.
Nel 1796, per testamento di Don Antonio Buzzi, veniva posta la prima pietra di una istituzione a favore delle ragazze pericolanti, un Orfanotrofio da sempre conosciuto a Fusignano col nome volgare di "Suore Nere" per l'abbigliamento delle monache che vi tenevano anche la scuola femminile.
Negli anni ottanta del nostro secolo, la sua destinazione è stata mutata in Casa protetta , ospizio per anziani.

Mulino Calcagnini
Il Mulino si trova all'incrocio del Canale dei Mulini con la via che da Fusignano conduce direttamente alla frazione Maiano Monti, un percorso antico, così come antiche sono le direttrici che servono il paese: la via Quarantola o del Mercato di Lugo, la via Cocorre e la via Del Porto che correndo a destra del canale lo collegava alle valli.
In origine si trovava in posizione isolata, a circa 500 metri a ovest dell'abitato, oggi l'edificio viene a trovarsi sul limitare dell'agglomerato urbano.
Da una attenta analisi della storiografia locale il Mulino sembra già esistere dalla prima metà del trecento, alimentato dall'acqua che dal fiume Senio giungeva attraverso un caminello.
La conferma ufficiale dell'attività dell'opificio verrà data più tardi il 25 dicembre 1465, nell'atto di infeduazione di Fusignano al Conte Teofilo Calcagnini da parte di Borso d'Este.
Alcuni preziosi rilievi del Mulino effettuati nel 1732 ne chiariscono la tecnologia consistente allora in una sola posta di macine collegate per traverso ed una ruota a pale.
Nel corso degli anni il corpo di fabbrica ha subito inevitabili adeguamenti sia tecnologici che strutturali, nel 1770 nella lavorazione si utilizzano le ritrecine (motori idraulici) e le poste diventano due, nel 1883 vengono raddoppiate le poste ed installati altri due motori idraulici.
Fra le innovazioni tecnologiche nel 1940 è documentata la presenza di una turbina idraulica, delle diverse macine una è ancora oggi al suo posto accoppiata ad un motore elettrico.
La struttura realizzata nel 1740, e ancora oggi visibile addossata ai successivi corpi di fabbrica, consiste in un edificio a pianta quadrata su due piani e sottotetto, con copertura a quattro acque.
Dall'apertura centrale del portico si accede agli altri locali del Mulino, fra i quali si distingue un vasto ambiente caratterizzato da grossi pilastri in muratura.
Il primo piano, delle medesime dimensioni di quello terreno, era occupato dalla abitazione del mugnaio.
Il sottotetto tutto adibito a granaio conserva ancora gli originari pilastri, mentre la struttura lignea del tetto è caratterizzata dalle originarie grosse capriate.
Le vicende belliche hanno distrutto l'ala di ponente dell'edificio con il porticato risalente all'ottocento.
Attualmente il Mulino ospita il laboratorio artigiano di oggetti in ferro battuto del proprietario Sig.Martini.

Fornace Lolli
La fornace sorge in via Sordina nelle adiacenze delle "cave" zona naturalistica riconosciuta di particolare interesse dalla Regione Emilia Romagna.
La fornace costruita all'inizio del secolo (1902-1904), era destinata alla produzione di mattoni e componenti edilizi in cotto col sistema del forno a volta a botte anulare Hoffman.
Sul forno a muratura continua si trovava l'area di lavoro degli operai protetta da una tettoia a "capanna".

Divertimenti:

FUSIGNANO DA SCOPRIRE
Corso Emaldi, 115   
48010 FUSIGNANO RA Fax:  0545 50164 
eMail:  comunefusignano@provincia.ra.itPer
Informazioni:  Ufficio Informacittadino tel. 0545 955653
Itinerari ciclabili all'interno del territorio fusignanese. Ad ogni cicloturista che si presenterà all'Ufficio Informazioni Turistiche della città, verrà consegnato l'opuscolo "Fusignano da scoprire" per una interessante escursione alla scoperta della cittadina e un omaggio realizzato a mano

Sport e Tempo Libero:
 PISCINA ESTIVA PARCO PRIMIERI   FUSIGNANO   
PISCINA INTERCOMUNALE ROSSETTA   ROSSETTA DI FUSIGNANO   5 Giu.-11 Set.2004

Magazine locale:
La Pro Loco cura pubblicazioni indispensabili per la conoscenza della storia e dell'arte della città

Dintorni:
FRAZIONI
Maiano Monti
S.Savino
Rossetta
Maiano Nuovo
Scambio

Da non perdere:
ARTE E MONUMENTI
Pala del "Battesimo di Cristo"
Si trova nella chiesa Arcipretale di San Giovanni Battista in Piazza Armandi.

Si tratta di una tavola cinquecentesca raffigurante il Battesimo di Cristo.
Di questa opera la più antica testimonianza risale alla visita apostolica di Ascanio Marchesini del 1573, sul cui verbale è descritta la grande icona.
La laboriosa attribuzione fatta a proposito da critici d'arte e, a sproposito, da storici locali è passata attraverso il Garofalo e Girolamo da Carpi per approdare, con sufficiente convinzione, alla bottega ferrarese dei Dossi, se non a Battista o allo stesso Dosso.

Patrona Fusiniani
Il quadro raffigurante la beata Vergine Maria ,Patrona Fusiniani si trova nella chiesa Arcipretale di Piazza Armandi.
Dipinto dal frate capuccino Francesco Acquaviva , della cui attività di pittore non sopravvive nessun altro documento, fu donato dal padre capuccino alla chiesa di Fusignano intorno al 1570.
La sua rilevanza devozionale divenne tale che nel 1627 la Beata Vergine Maria fu dichiarata protettrice del paese.
Ancora oggi l'attenzione e la devozione dei fusignanesi è tangibile.

Sarcofago di S.Savino
Si trova nella chiesa di S.Savino.
Una leggenda costruita nel XV secolo lo accredita come sepolcro di San Savino, evangelizzatore delle nostre terre.
E' il più antico documento del nostro territorio databile nel decennio 440 - 450 d.C., è in marmo di grandi dimensioni e peso.
Decorato sui tre lati, ha la forma di cassa coperta con tetto a embrici e antefisse.
Di fronte si ammira il monogramma costantiniano, adorato da due agnelli stanti davanti a palme dattifere.
Al fianco destro del sarcofago due pavoni si refrigerano a un vaso di acqua; al fianco sinistro, due colombe su tralci di vite adorano la croce.
In ambedue i frontoni, due pavoni in adorazione esprimono salvezza e contemplazione di Dio nell'altra vita.
Non è storicamente provato che il sarcofago abbia contenuto il corpo di S.Savino, martirizzato e sepolto a Spoleto.
E' certo che Astorgio II Manfredi nel 1443 asportò dal sarcofago dei resti umani creduti del santo, portandoli a Faenza, dove sono raccolti in una sontuosa cappella del Duomo.
Nel contesto della scultura antico-ravennate il sarcofago di S.Savino è classificato fra i simbolici.

Urna votiva della scuola del Canova
Si trova in Piazza Calcagnini, celebrativa del dottor Marchese Celio Calcagnini, gloria del casato.
L'opera scultorea, di sapore canoviano del primo ottocento, aveva adornato per lungo tempo la scomparsa Villa dei Marchesi Calcagnini.
E' rientrata da Formigine per indicare topograficamente l'antico luogo ove sorgeva il Castello di Fusignano

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Compagnia dell'Adriatico











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